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Leggere: quando il supporto altera la percezione della sostanza

16 Mar 2017 - Nessun commento - by Paola Avesani

Leggere: quando il supporto altera la percezione della sostanza

16 Mar 2017 - Nessun commento - by Paola Avesani
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Questo articolo nasce da una conversazione avvenuta non molto tempo fa tra me ed uno stimato collega, nella quale si è discusso di come il leggere un libro cartaceo rispetto ad un ebook digitale (e viceversa) porti il lettore non solo ad essere coinvolto in maniera differente, ma anche ad elaborare le informazioni che legge in modo diverso.

Il primo libro stampato con caratteri mobili risale al lontano 1455, mentre il primo e-reader è stato realizzato solamente nel 1998. Sono circa 540 gli anni di differenza che separano queste due grandi invenzioni. Sostenere in questo momento che il libro cartaceo non verrà mai sostituito da quello digitale mi sembrerebbe ridicolo. Ma ancora più sciocco sarebbe sostenere il contrario.

Chi è in grado di prevedere cosa sarà in grado di fare l’umanità tra 540 anni?

Cartaceo o digitale?

Dicotomia estrema e persistente o solo un momento temporaneo di transizione?

A questa domanda non saprei rispondere. Tuttavia è interessante notare come in questo particolare momento storico il pubblico di lettori si sia profondamente diviso in tre macro categorie:

  • i “tradizionalisti” che leggono solo libri cartacei
  • i “digitali” che leggono quasi tutto su tablet, smartphone, computer o ebook
  • gli “ibridi”, un mix tra i “tradizionalisti” e i “digitali” che pur non “trascurando la carta”, comprendono gli enormi vantaggi dati dalla lettura digitale.

Durante la conversazione con il mio collega, ho potuto comprendere come queste tre macro categorie non presentino dei confini netti e definiti, bensì variabili: in base allo scopo ed al contesto della lettura, la persona può sbilanciarsi di più verso una categoria piuttosto che un’altra.

Io ed il mio collega, per esempio, ci posizioniamo nella macro categoria degli “ibridi”. Amiamo moltissimo leggere su carta, adoriamo la consistenza tangibile delle pagine sui polpastrelli, il profumo del libro e tutto quello che riguarda la sua fisicità. Tuttavia, spesso a malincuore, per questioni di spazio, di peso e di praticità leggiamo i libri in digitale. Non siamo “ibridi” per scelta, ma per imposizione dettata dal mezzo (es. trovo un saggio molto interessante ma estremamente lungo su internet. Sono costretta a leggerlo tutto online perché stampare per esteso tutte le pagine sarebbe troppo dispendioso in termini di tempo e costi).

Tuttavia, cosa differenzia la lettura di un libro cartaceo da quella di un ebook?

Per praticità e, soprattutto, per comodità di lettura, ho voluto riassumere le seguenti considerazioni in un elenco che evidenzia i punti di forza e debolezza di entrambi gli strumenti.

#1 “… In a book all little pieces help you put together the whole thing”  (1 libro – 0 ebook)

Sono molti i dettagli che inconsciamente percepiamo durante la lettura di un libro, e sono proprio questi che conferiscono immersività e coinvolgimento all’esperienza. Ferris Jabr, scrittore dello Scientific American, dice in un suo articolo:

“Modern screens and e-readers fail to adequately recreate certain tactile experiences of reading on paper that many people miss and, more importantly, prevent people from navigating long texts in an intuitive and satisfying way.”

A differenza di un ebook, infatti, durante la lettura di un libro cartaceo l’insieme di piccoli dettagli come la consistenza della carta, il gesto meccanico di voltare pagina, la fisicità del libro sulle mani, siano tutti dettagli che aiutano la persona ad essere più consapevole e concentrata verso ciò che sta leggendo.

#2 Leggero, compatto ed al suo interno può contenere migliaia di libri (0 libro – 1 ebook)

L’e-reader è uno strumento davvero potente. Non pesa più di una mela (200g appena) e può conservare al suo interno migliaia di libri tutti a portata di mano e consultabili in qualsiasi momento. L’enorme utilizzo dell’oggetto ed il continuo “avanzamento tecnologico” hanno contribuito ad un netto miglioramento della lettura su e-reader. Se inizialmente l’oggetto veniva utilizzato solo per brevi letture a causa della scarsa luminosità dello schermo, con i pannelli e-paper (che simulano la carta stampata e non richiedono retroilluminazione) il tempo dedicato alla lettura è aumentato notevolmente permettendo al lettore di fare meno fatica e di comprendere più facilmente il testo.

#3 Il libro coinvolge tutti gli organi di senso (1 libro – 0 ebook)

A differenza di un ebook, il coinvolgimento che un libro ha su di noi durante la fase di lettura è più completo e profondo, in quanto tutti i sensi del nostro corpo vengono stimolati, la vista prima di tutto ma anche il tatto, l’olfatto e l’udito.
L’esperienza che ne deriva è dunque migliore, essendo caratterizzata da un minor numero di constraint fisici apparentemente impercettibili ma presenti (girare una pagina di carta risulterà sempre più naturale ed istintivo di girare una pagina virtuale su ebook).
Dunque, nonostante viviamo in un mondo tecnologicamente avanzato dove sempre più esperienze vengono digitalizzate, la progettazione di un oggetto sarà sempre e comunque legata alle meccaniche e ai processi mentali attuati nella vita reale.

#4 La memoria ha bisogno di spazio e tempo che solo il libro le può dare (1 libro – 0 ebook)

Sempre legato al concetto esperienziale della lettura, Ferris Jabr ci dice:

“Turning the pages of a paper book is like leaving one footprint after another on the trail—there’s a rhythm to it and a visible record of how far one has traveled. All these features not only make text in a paper book easily navigable, they also make it easier to form a coherent mental map of the text.”

Ecco come l’utilizzo della vista, combinato al senso del tatto, porti il nostro cervello a memorizzare le informazioni più facilmente. Capire a che punto siamo della lettura, se all’inizio, a metà, oppure alla fine di un libro, permette alla nostra mente di collocarsi all’interno di uno spazio ed un tempo. Nonostante negli ebook si siano introdotti interessanti ed utili accorgimenti, come possono essere la barra di progressione della lettura o la percentuale di pagina lette del libro, gli stimoli diretti (tattili e visivi) che ci fornisce il libro sono irriproducibili digitalmente (almeno per ora).

#5 Le comodità di una lettura digitale (0 libro – 1 ebook)

Economico, ecologico e “aperto alla ricerca” (con un rapido tocco ed una serie di parole chiave si può ricercare quella citazione che tanto ci piace ma non ricordiamo proprio dove sia all’interno del libro). Queste peculiarità stanno facendo diventare l’e-reader uno strumento quasi indispensabile nella vita di un assiduo lettore, non solo per l’economicità dei libri che vengono venduti al costo di un caffè, ma anche per l’enorme versatilità di lettura che concede.

E dunque? Meglio un libro o un ebook?

Forse è tempo di pensare alla carta e allo screen come due lati di una stessa medaglia

In questo contesto, parlare di migliore o peggiore non ha alcun senso in quanto si fa riferimento a due concetti (il fisico ed il digitale) assolutamente opposti ma complementari, dove le peculiarità di uno finiscono quando cominciano quelle dell’altro.

Ogni lettore esiste per assicurare ad un certo libro una piccola immortalità.

La lettura è, in tal senso, un rito di rinascita.

(Alberto Manguel)

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Paola Avesani

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