User Experience, il vero lato oscuro della forza!

17 Mar 2016 - - by Paola Avesani

User Experience, il vero lato oscuro della forza!

17 Mar 2016 - - by Paola Avesani
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In un mondo sempre più interconnesso ed in continua espansione dove l’esperienza dell’utente è posta al centro del processo di sviluppo di un progetto, risulta fondamentale investire sulla realizzazione di una buona UX.

Spiegare concretamente che cos’è la User Experience, ma soprattutto quali sono i benefici tangibili dell’analisi e progettazione di un’esperienza utente, è molto difficile. Questo perché i risultati di una buona progettazione d’interfaccia non sono tangibili e soprattutto non sono immediati.

Valutare se gli investimenti fatti su una buona UX risultano essere efficaci è molto complesso, in quanto si ha a che fare con le emozioni degli utenti e con tantissime altre variabili al di fuori del controllo di chi sta progettando (es. supporto visivo utilizzato, velocità di connessione, stato emotivo dell’utente etc.).

Ma perché la UX è così importante?

  • Svolge la funzione di guida nei progetti più impegnativi: la valutazione dell’esperienza degli utenti risulta fondamentale per affrontare progetti complessi ed articolati. Nel momento in cui una prima versione del prodotto viene rilasciata, le esperienze vissute in prima persona da parte degli utenti diventano dei feedback importantissimi; una sorta di guida per revisionare il prodotto e migliorarlo.
  • Definisce la mission dell’azienda: attraverso l’analisi dell’esperienza utente si possono comprendere ed approfondire i propri punti di forza e debolezza, definendo in maniera più precisa gli obbiettivi di business dell’azienda.
  • Delinea il target d’utenza: per chi progettiamo? Chi utilizzerà il sito/prodotto/servizio che sto creando? Vengono chiamate personas e rappresentano modelli di utenti ideali creati sulla base di dati ricavati durante la fase di analisi. Risultano fondamentali per delineare i differenti use case e per la fase di debug durante la progettazione.
  • Permette di analizzare e comprendere le informazioni dei vari contesti: la UX ci permette di capire meglio il contesto di utilizzo. Prima di progettare qualcosa, oltre a chiedersi quale sarà il target di riferimento, è importante comprendere le circostanze in cui l’utente dovrà operare.
  • Aumenta le conversioni: quando la considerazione verso il proprio target aumenta e risulta superiore al desiderio di imporre all’utente un determinato modo di interagire con il prodotto, i risultati sono enormi ed il tasso di conversione considerevolmente più alto. Un utente soddisfatto è un cliente conquistato oltre che essere un’ottima fonte di awareness.
  • Riduce i tempi e i costi di sviluppo: il Nielsen Norman Group (una delle comunità più all’avanguardia nell’ambito della UX) ha realizzato che, prendendo in considerazione un campione medio di loro progetti, il ROI medio ricavato dall’utilizzo di test d’usabilità e tecniche di UX design è di:
    • +87% Vendite e conversioni
    • +96% Traffico e visitatori
    • +119% Produttività degli utenti
    • +223% Uso di funzionalità specifiche

Detto tutto ciò, difficilmente potrete sentire un utente dire “Wow che figata di UX che ha questo sito”. Ma in fondo va bene così.. anzi va benissimo!

Donald Norman dice: “La tecnologia migliore è quella che non si vede” e lo stesso, a mio parere, può essere detto anche della UX.

Infatti, il desiderio di uno UX designer non è quello di far vedere all’utente l’impegno servito per realizzare l’interfaccia, ma quello di fargli completare il task con successo e nel minor tempo possibile.

Purtroppo, l’invisibilità risulta un’arma a doppio taglio in quanto lo UX designer deve saper giustificare ai propri colleghi la sua presenza e come il suo lavoro concorra praticamente al miglioramento dell’azienda.

L’obbiettivo è, dunque, quello di far comprendere il valore a lungo termine del lavoro che si andrà ad eseguire.

Essere UX designer va ben oltre il semplice progettare. Significa lavorare sulla strategia del prodotto, sul costruire singole parti e poi unirle andando a creare ponti invisibili tra le differenti discipline che concorrono alla realizzazione del progetto finito.

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Paola Avesani

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