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Abbiamo già parlato in un precedente articolo del tema CieID: oggi torniamo sull’argomento per affrontare le novità sull’identità digitale. Infatti, il Ministero dell’Interno ha completato un altro importante tassello e cioè la possibilità, da parte dei cittadini, di accedere al portale dell’identità del cittadino e di creare le credenziali di livello 1 e 2. Vediamo insieme l’importanza di questo passo e cosa implica.

Portale del cittadino e credenziali di livello 1 e 2: cosa significa e quali sono i risvolti?

Significa che oggi è possibile per un cittadino in possesso della carta CIE e di uno smartphone con NFC (oppure con i dati in suo possesso ottenuti in fase di rilascio della carta e del telefonino) accedere al portale e creare le credenziali di livello 1 e 2:

Credenziale di livello 1: creazione di una username e password (critero conoscenza);

Credenziale di livello 2: associare un cellulare (criterio di possesso o inferenza).

Il Ministero ha messo a disposizione un video che spiega i passaggi per ottenere le credendiali di livello 1 e 2 e introdurre la possibilità di poter poi accedere in modo più semplice ai siti che esporranno il login con CIE. Superato questo primo step, un cittadino avrà la possibilità di accedere con CieID in modo semplificato a tutti i servizi pubblici e privati che offriranno l’accesso con i livelli 1 e 2, come ad esempio semplicemente inquadrando il QR Code con il proprio smartphone, oppure utilizzando la username e password e un codice che riceveranno come messaggio SMS sul proprio telefono.

Una volta ottenute le credenziali, questa esperienza d’uso la si può testare direttamente sullo stesso portale dell’identità del cittadino che ammette il login con le credenziali di livello 2. Usando l’App CieID sarà sufficiente inquadrare il QR code (per l’utenza senza smartphone o che non può installare l’App, attraverso username e password e un codice OTP inviato via SMS).

Come accennato in precedenza, oltre a questo, il portale offre e offrirà altre funzionalità tra cui, ad esempio, controllare il registro degli accessi oppure cambiare i propri dati di contatto o – in un prossimo futuro – cambiare la propria preferenza sulla donazione degli organi.

Novità in campo CieID: tutto oro quello che luccica?

No, o meglio non ancora. Ci sono alcune condizioni che si devono prima avverare:

1. Il rilascio delle credenziali 1 e 2

Operazione non scontata che, se non opportunamente promossa, per un cittadino italiano potrebbe non risultare immediata. Passaggio non obbligatorio ma che confidiamo sarà veicolato tramite l’App CieID e con la sua opportuna diffusione.

2. L’adeguamento dei Service Provider

Dovranno essere i service provider (pubblici e privati) ad adeguare i loro sistemi per implementare e consentire anche l’accesso con CieID e tramite il livello 1 e 2. Attualmente, infatti, se anche ti registri e ottieni le credenziali di livello 1 e 2, la quasi totalità degli accessi CIE sui portali di servizi è tarato per l’unico livello possibile prima di oggi e cioè il livello 3, quello che richiede fisicamente la carta CIE.

3. Gli attributi utente

Quelli oggi disponibili tramite CIE sono ancora un set ristretto rispetto a quelli che può fornire SPID, e cioè: nome, cognome, codice fiscale e data di nascita. Qui ci si aspetta che sarà l’integrazione con l’APNR a dare la possibilità di accedere ad un set più esteso di attributi. Guardando alle specifiche tecniche, tale funzionalità sarà integrata con il protocollo OpenID Connect che renderà inoltre la fruizione dei dati più sicura e facilmente utilizzabile.

4. La stabilità del sistema

Dalle nostre prove, possiamo dire che ci aspettiamo un sistema che nel breve periodo diventerà più stabile perché non sono mancati gli errori e, ancora oggi, da telefono non si riesce ad aprire il portale e completare l’accesso sfruttando l’App e l’impronta, in quanto compare un bel “Ops… si è verificato un errore”.

Uno sguardo al futuro dell’identità digitale elettronica

In futuro, questo sbloccherà un alto potenziale per i service provider che potranno avvantaggiarsi (oltre all’utenza SPID) anche dei 34 Milioni di Italiani in possesso della CIE e che, entro il 2026 – per normativa europea –, dovranno diventare la totalità.

Inoltre, anche l’Agenzia delle Entrate ha adeguato i propri sistemi per l’accesso CIE di II livello, così come anche l’APNR – che si integrerà nel tempo con CIE – ha completato la definizione di un identificativo univoco che sorpassa alcuni limiti del codice fiscale.

CIE sarà quindi un sistema complementare a SPID che, inoltre, non prevede costi di esercizio né per chi lo integra né per chi lo utilizza.

Per noi di Intesys, che stiamo sviluppando il PBC (Packaged Business Capability) SPID-CIE, questo significa poter allargare il campo di utilizzabilità del componente e consentire ai suoi utilizzatori una più ampia gamma di alternative a valore aggiunto.

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Denis Signoretto
IT Architect & Senior Project Manager

Esperto da oltre 20 anni di soluzioni software open source e sviluppatore certificato Liferay, Denis in Intesys è specializzato di API Design per lo sviluppo di architetture Headless.

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