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6 motivi per cui l’instant messaging ha superato i social network per comunicare

09 Mar 2017 - - by Federica Beretta

6 motivi per cui l’instant messaging ha superato i social network per comunicare

09 Mar 2017 - - by Federica Beretta
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Viviamo in un’era dove la nostra vita, grazie o “per colpa” dei social media, è in piazza e la nostra reputazione va difesa. Per questo motivo concetti come Personal Branding e monitoraggio di quanto dicono di noi sono fondamentali.

I sistemi di instant messaging hanno sempre più successo e rappresentano i percorsi della comunicazione futura. Le ultime ricerche infatti evidenziano come Whatsapp, FB Messenger, WeChat e Viber abbiano, già da metà 2015, superato come modalità di contatto diretto i più famosi social network come Facebook, Instagram e Twitter. Anche l’Italia rispecchia il trend in termini di utenti con Whatsapp all’89,4%, Facebook all’89,3% e Youtube al 73,9%. Se poi si parla di giovani il divario si amplia ancora di più.

Ma quali sono i motivi per cui si scelgono le piattaforme di Instant Messaging?

  1. La comunicazione è più diretta, veloce e tra pari
  2. Si possono esprimere le proprie opinioni senza essere sotto una lente d’ingradimento, si è senza filtri e più spensierati
  3. Oltre a messaggi di testo ci si può divertire con l’invio di emoticon, audio, video e foto
  4. Si possono creare gruppi di amici, colleghi… temporanei o continuativi
  5. I più giovani direbbero anche che “non si bruciano tutti i giga del proprio abbonamento”
  6. Ci si può chiamare o videochiamare, a seconda dell’app

In sostanza si recupera quella sfera privata che i social tradizionali avevano messo nel cassetto.

Interessanti sono anche i dati d’uso dei sistemi di IM raccolti da Nextplora (per conto di Microsoft Online Service Group) che descrivono come queste modalità di contatto abbiamo un ruolo importante nella quotidianità delle persone. Oltre il 90% degli intervistati le utilizza abitualmente. Un fenomeno quindi senza sesso né età. Cambia solo lo stile: i giovani lo usano 4 ore al giorno e intrattengono più chat nello stesso momento, i più maturi ne fanno un uso più limitato in termini di tempo, con un picco nel dopocena, gestendo di solito una conversazione alla volta.

Anche le aziende stanno scoprendo questa modalità di contatto ma ci si deve muovere con cautela passando da un’ottica broadcast ad una “peer to peer”. La regola di fondo è bilanciare contenuti condivisi e messaggi individuali.

Se anche Papa Francesco per intercettare il target di suo interesse usa Telegram ci sarà un perché…

L’articolo originale è stato pubblicato su LinkedIn Pulse.

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Federica Beretta

digital coach

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