Ogni pagina può diventare una landing page

10 Ago 2015 - Nessun commento - by Angela Previdi

Ogni pagina può diventare una landing page

10 Ago 2015 - Nessun commento - by Angela Previdi
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Per molte campagne, una strategia efficace prevede la realizzazione di una landing page ad hoc, che offra informazioni molto mirate per il target specifico e contenga call to action essenziali e forti. Questa, però, è spesso una scelta obbligata, per sopperire ad un sito troppo dispersivo che non riesce a catturare efficacemente l’attenzione dell’utente e ad invogliarlo all’azione.

Un sito fortemente orientato all’utente finale, che cerca di rispondere alle sue aspettative in tutte le pagine e rende la navigazione semplice ed efficace, è  un sito che favorisce la navigazione, la fidelizzazione e, non ultima, la conversione, senza necessità  di landing page.

Ogni pagina, infatti, può diventarlo: dalle più istituzionali, a quelle che illustrano le caratteristiche dei prodotti, alle pagine di servizio. Persino le pagine di errore 404 e, anche se non sono vere pagine di atterraggio, le thank you page andrebbero studiate con la stessa attenzione che si dedica alle landing page: in quest’ultimo caso si può, ad esempio, ricompensare l’utente che ha già  completato una conversione, con una pagina di ringraziamento curata, che lo inviti a continuare la navigazione per scoprire altri contenuti interessanti, oppure a seguire gli aggiornamenti sui social network o, ancora, a tornare sul sito per usufruire di vantaggi dedicati agli utenti registrati.

Un aspetto importante da considerare è che, come suggerisce Practical Ecommerce, il traffico organico proveniente dai motori di ricerca può atterrare su qualsiasi pagina indicizzata del sito. Ogni pagina può quindi essere un prezioso punto di partenza per la navigazione ed è fondamentale che gli utenti capiscano in un colpo d’occhio dove si trovano, perchè dovrebbero proseguire la navigazione e come farlo. Se l’utente è disorientato, sarà  un’occasione sprecata e aggiungerà  una tacca al nostro bounce rate. In ottica puramente SEO, questo può anche comportare un peggioramento del posizionamento, se il motore determina che la pagina in questione non risponde adeguatamente alle ricerche degli utenti e che, quindi, ha un’elevata frequenza di rimbalzo.

Nei siti di e-commerce, in particolare, le pagine di prodotto sono solitamente oggetto di operazioni di ottimizzazione per favorire la visibilità  nei motori di ricerca, nonchè di un accurato studio di ux design per assecondare il processo d’acquisto. Tra gli elementi chiave:

  • Presenza di prodotti correlati.
  • Facile accesso alla navigazione del resto del catalogo, per aiutare l’utente che è atterrato sul singolo prodotto, ma ha bisogno di qualcosa leggermente diverso.
  • Informazioni sintetiche sul metodo di pagamento e sui costi di spedizione.
  • Call to action evidenti e chiari.

Se le pagine di prodotto sono comunemente considerate pagine di atterraggio, non sempre questo approccio è applicato alle “pagine di lista“, che si tratti di pagine di categoria o del risultato dell’applicazione di filtri di navigazione. Eppure queste pagine hanno un alto potenziale di conquistare ottime posizioni naturali con le combinazioni di keyword più generiche e, quindi, di qualificarsi come fondamentali landing page. Un utente che atterra su un elenco di prodotti con dei filtri applicati, però, può faticare a orientarsi e a capire se il sito fa al caso suo perchè, spesso, in queste pagine mancano, ad esempio, un titolo chiaro e rassicuranti informazioni di brand.

Il consiglio, che non ci stancheremo mai di ripetere, è di mettersi sempre nei panni dell’utente o, meglio, dei tanti utenti diversi che visitano una pagina casuale del nostro sito per la prima volta.

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Angela Previdi

Web Marketing Specialist - Intesys

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