Se ogni brand producesse solo hamburger…

Ci sarebbero molti meno problemi di marketing

29 Nov 2016 - 1 commento - by Stefano Lovecchio

Se ogni brand producesse solo hamburger…

Ci sarebbero molti meno problemi di marketing

29 Nov 2016 - 1 commento - by Stefano Lovecchio
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Ma voi le avete mai viste le pagine social media e i siti web delle hamburgerie e di quei posti che servono piatti in stile “americano”?
Prendiamo una pagina social a caso.

buns

E un sito qualunque:

elk bakery

Fame? Probabilmente entro il weekend, un salto in un posto del genere sarà più probabile, dopo la visione di queste immagini.

Questi business, senza girarci troppo attorno, funzionano. Funzionano talmente bene da scavalcare, spesso, il classico ristorante, diventando il luogo in cui per entrare bisogna addirittura prenotare con largo anticipo. Cosa che, tra l’altro, mi è capitata di recente e mi ha dato l’ispirazione per questo articolo.

Ma perché funzionano? Non sono gli ingredienti che compongono la portata, né l’acqua che intorbidisce il caffè americano. Ciò che rende queste attività interessanti è soprattutto il modo con cui comunicano. Fresco, moderno, coraggioso, senza fronzoli. C’è cura nel fare le cose dentro e c’è cura fuori, in tutte le piccole sfumature, dal sito alle pagine social, ricche ed appassionanti.

Il vero protagonista di una comunicazione che funziona sono le immagini, e in questo caso la comunicazione è affiancata dalle immagini giuste. Immagini colorate, umane, definite, belle. Immagini reali dell’attività, realizzate con gusto, variegate, ma soprattutto vere. Le immagini sono la prima cosa che cattura la nostra attenzione quando incrociamo lo sguardo con un invitante panino con bacon croccante, uovo all’occhio di bue e cheddar.

Ecco, questo è quello che ancora tende a mancare a gran parte dei business: la cura di tutto ciò che è visivo.

Lavorando nel marketing digitale, mi rendo conto ogni giorno di più di quante attività imprenditoriali sottovalutino l’importanza dello stupire il pubblico visivamente, ancor prima che questo possa interessarsi a qualsivoglia cosa ci sia in vendita.

Molti clienti sono interessati a fare marketing, ma si rifiutano di investire in tutto ciò che è visivo. Risultato? Si comunica male, a metà o, peggio, si ricorre a contenuti falsi, già belli e pronti da comprare.

Non vorrei suonare lapalissiano, ma i contenuti falsi hanno il problema… di non essere veri. Vi fareste mai riparare il computer da un viso sorridente che armeggia su un delicatissimo processore con una grossolana chiave inglese?

I contenuti pronti sono ottimi in certe situazioni, ma hanno un difetto: molto spesso sono fuori dalla realtà, dunque vanno scelti con estrema cura, da parte di uno specialista di marketing e corporate communication ben informato sul business da promuovere.

Il digital marketing ha fatto diversi passi avanti negli ultimi anni. Le aziende hanno iniziato a dire “Sì, facciamo un sito bello” e “Sì, apriamo una pagina Facebook”. E questo è già un grande traguardo.
Ma c’è ancora la convinzione che aprire uno spazio digitale senza immagini, oppure con scatti stock, sia sufficiente. No, neanche le foto da cellulare sono ideali: vogliamo davvero raccontare la nostra attività con immagini sfocate, buie ed appannate dalle mille ditate che lasciamo sulla lente del cellulare?

È un peccato. Perché magari il nostro business funziona bene e non vediamo l’ora di dimostrarlo. Ma i flyer annuali che si facevano una volta non bastano più. Internet è un calderone di pubblico pieno di interessi latenti che richiede a gran voce un torrente di contenuti di impatto. L’arte visiva è cruciale per incontrare questi interessi. È l’ultimo step della nostra attività, quello della presentazione, e non possiamo trascurarlo: l’ultimo anello della catena, se è debole, rompe più facilmente tutto il resto.

Per cui, un semplice monito: valorizzate la vostra attività come se fosse la migliore hamburgeria americana del centro città. Raccontatela con tutti gli strumenti necessari e non abbiate timore di sprecare il vostro tempo o il vostro budget per farlo. Il premio per questo sforzo sarà l’aver trasmesso al meglio agli altri la passione e la serietà che vi contraddistingue.

Voglio dirvi la verità. Non è possibile che ogni tipo di business possa comunicare davvero come una hamburgeria. Gli hamburger sono buoni, colorati, belli. Come può comunicare una azienda che ripara computer, che non ha panini variopinti da mostrare?

Ci sono molti modi per veicolare una passione. Il segreto sta nel trovarli.

E quando non si sanno fare le cose, rivolgersi ad uno specialista per evitare cose come questa…

vetrina adv

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Stefano Lovecchio

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Una risposta a “Se ogni brand producesse solo hamburger…”

  • Nanni

    Scritto il 29 novembre 2016

    Pure stavolta ci hai preso, io non sono un hamburgerista ma devo dire che un buon fotografo e un buon grafico riescono a tentare anche me, pur sapendo che come nel caso delle grandi catene quella è carne di topo e lumaca. La delusione arriva quando ti accorgi che i colori del prodotto nella realtà non sono quelli della foto.

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