Headless & API date: l’appuntamento dedicato a come innovare le Architetture IT

11 Ott 2019 - Nessun commento - by Alessandro Caso

Headless & API date: l’appuntamento dedicato a come innovare le Architetture IT

11 Ott 2019 - Nessun commento - by Alessandro Caso
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Chi ci ha seguito ultimamente, si sarà sicuramente imbattuto in uno dei nostri contenuti legati alle Architetture IT e alle API. Questo infatti è l’argomento che sta coinvolgendo Intesys negli ultimi tre anni con progetti complessi e sfidanti, tanto che lo abbiamo voluto condividere in modo strutturato organizzando un evento ad hoc: Headless & API date, tenutosi il 27 settembre al Copernico Blend Tower di Milano. L’obiettivo era raccontare l’esperienza concreta su progetti di Architetture IT basate sulle API.

Guarda il video dell’evento:

Abilitare la trasformazione digitale attraverso l’Architettura IT

“Headless & API date” è stata una mattinata alla scoperta delle potenzialità offerte dalle Architetture IT nell’abilitare i processi di trasformazione digitale delle aziende. Aziende che accusano sempre più la velocità imposta dal mercato e che necessitano di appoggiarsi a soluzioni agili e facilmente integrabili, in grado di cambiare in continuazione e di velocizzare il time to market, abbandonando sistemi rigidi, che risultano lenti e costosi. Come afferma il Business Development Manager Liferay, Andrea Diazzi:

Non c’è più tempo per le cose lente e difficili da muovere: bisogna aumentare la velocità per non fare le cose in fretta.

In questo scenario, la sfida per le aziende è far sedere ad un tavolo comune di lavoro il business e l’IT, al fine di individuare soluzioni tecnologiche in grado di abilitare la capacità di un’azienda di rispondere alle pressanti richieste del mercato nel lungo periodo.
Un approccio totalmente in linea con la logica sposata da Intesys, che prevede un’aggregazione di competenze dal livello di disegno e progettazione dell’interazione utente degli applicativi, a quello di system integration e sviluppo front e back-end, fino alla comunicazione dei servizi digitali stessi.

Come proposto dall’approccio bimodale di Gartner, ciò significa stravolgere nel profondo le tradizionali funzioni IT, che non devono solo perseguire l’efficienza nel lungo periodo ma anche garantire agilità delle operation e la capacità d’innovazione del business, dando massima attenzione all’esperienza offerta agli utenti. Un passaggio che richiede un impegno forte del management, soprattutto a livello culturale.

Cosa significa Headless nell’ambito di un’Architettura IT?

Un sistema software Headless fornisce chiamate funzionali non utilizzabili da un utente finale. Per questo, l’interfaccia utente viene costruita a parte, utilizzando le funzioni informatiche messe a disposizione dal sistema Headless stesso, che agevola la rapidità e la flessibilità dei processi.

Nell’ottica di un’Architettura IT enterprise, un sistema Headless si suddivide in tre strati di API, che dal basso verso l’alto standardizzano le chiamate ai sistemi legacy e rendono i processi di creazione di nuovi servizi digitali più rapidi e flessibili, garantendo un maggior focus sulla creazione di esperienze utente appaganti e al passo con le moderne abitudini di consumo.

Creare valore di business con un approccio strategico alle API

Come precisato nell’intervento di Paolo Quaglia, API Strategist e IT expert di Intesys, un approccio strategico alla gestione di un Architettura IT richiede l’organizzazione delle API in strati che assolvono a specifiche funzioni e facilitano l’allineamento tra business e IT. Per favorire la capacità di un’azienda di accelerare e governare l’innovazione, creando valore per il business, è indispensabile anticipare una fase di analisi e di prototipazione, seguendo alcuni elementi strategici nella progettazione delle API, come:

  • la presenza di un Product Manager che si occupi di governare le API, soprattutto quelle esposte all’esterno, con il fine di definire una strategia generale, stabilire quali API esporre, prevedere il loro piano evolutivo o di ritiro;
  • prevedere l’API design: le API devono essere gestite all’interno di un disegno strategico che consenta di renderle semplici, utilizzabili, compatibili e ben documentante per chi deve consumarle. “Un buon design rende efficienti ed efficaci gli sviluppatori, sia in fase di prototipazione che nella fase di risoluzione dei problemi o di supporto”, sottolinea l’IT Architect di Intesys Denis Signoretto. Uno delle metodologie per fare API design è il paradigma API first, per cui le API sono al centro della strategia di integrazione di dati e applicativi e gli asset tecnologici vengono progettati per essere riutilizzabili e per soddisfare le esigenze dei loro utilizzatori;
  • partire dalle necessità del consumatore delle API con un approccio “outside-in”, ossia progettare le API considerando i bisogni degli utilizzatori, indipendentemente dai sistemi sottostanti.

API Architetture: un approccio di successo confermato da casi concreti

Che le API siano un elemento strategico di connessione e integrazione dei sistemi informatici aziendali è evidente da tempo, soprattutto per l’adozione che ne hanno fatto fin da subito grandi player come Google e Facebook. In Italia, da qualche anno, le API stanno entrando progressivamente nella costruzione di Architetture IT delle aziende. Le sfide sono tante, ma le opportunità di adattarsi alle dinamiche competitive di un mercato sempre più digitalizzato sono evidenti.

Lo dimostrano i casi pratici raccontati durante l’evento Headless & API date. Nello specifico, quello di un importante Gruppo Bancario spagnolo che sta avvicinando la propria Architettura IT al paradigma API first per offrire nuovi servizi al mercato, scalando rapidamente l’innovazione e accelerando il business per favorire l’integrazione con l’ecosistema dei partner della Banca.

Testimone di questa tendenza è anche il caso LU-VE Group, azienda del settore refrigerazione e condizionamento, che ha realizzato un configuratore con approccio API first: l’obiettivo era migliorare l’efficienza del processo di vendita attraverso una Single Page Application (SPA), che semplificasse il dialogo tra front-end, middleware e sistemi legacy dell’azienda. Una soluzione capace di costruire un progetto enterprise affidabile, resiliente e sicuro, che fornisce al contempo un’esperienza utente rapida, reattiva e fluida.

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Alessandro Caso

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