La sfida dei sistemi legacy per la trasformazione digitale: un caso concreto

20 Mag 2021 - - by Niccolò Pasquetto

La sfida dei sistemi legacy per la trasformazione digitale: un caso concreto

20 Mag 2021 - - by Niccolò Pasquetto
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Introdurre nuove soluzioni tecnologiche integrate ai sistemi IT aziendali è il punto di partenza per avviare un percorso di trasformazione digitale e favorire la Customer Experience. Tuttavia, gran parte delle organizzazioni continuano a trovare enormi ostacoli a causa dell’infrastruttura IT esistente, che impedisce di evolvere gli applicativi in essere e di crearne di nuovi in modo rapido e scalabile. Inoltre, le tradizionali modalità di integrazione point-to-point hanno aumentato la complessità, generando applicativi strettamente dipendenti tra loro, costosi e difficili da mantenere.
Uno scenario in cui i sistemi legacy continuano a costituire un ostacolo alle iniziative digitali, per cui la loro modernizzazione rappresenta la sfida principale da affrontare per la competitività di molte aziende, vediamo come attraverso un caso concreto.

I limiti dei sistemi legacy al processo
di trasformazione digitale

Tra i componenti che troviamo nel sistema informatico di un’azienda enterprise, i sistemi legacy sono ciò che può creare maggiori problemi in ottica di modernizzazione architetturale, specialmente se si tratta di un sistema monolitico in cui il grado di accoppiamento tra i servizi a livello di interazione, sviluppo e distribuzione è elevato.

Da dove nascono queste difficoltà? Da alcuni limiti non trascurabili, quali la bassa manutenibilità del sistema, la difficoltà a scalare in modo indipendente e poco costoso, l’elevato rischio di failover e la lentezza ad evolvere. I sistemi legacy, infatti, sono soluzioni perlopiù obsolete, introdotte in passato in un contesto di mercato differente e che oggi mostrano tutti i loro limiti nel rispondere alle esigenze degli utenti attuali in termini di flessibilità, disponibilità e omnicanalità.

Si pensi, per esempio, ad un sistema gestionale il cui funzionamento prevede necessariamente un momento di aggiornamento durante le ore notturne o il cui utilizzo originario era previsto solo per un numero limitato di operatori. Con la forte ondata di digitalizzazione e l’incredibile evoluzione dei canali di relazione con gli utenti, i flussi di richieste ai sistemi legacy si sono drasticamente intensificati ed estesi temporalmente rispetto a quando l’utente interagiva con l’azienda solo fisicamente e in orari di apertura prestabiliti.

L’incapacità di sostenere l’elevato numero di richieste provenienti dai canali front-end e di funzionare 24/7 frena l’evoluzione e le prestazioni di un’architettura IT, con ripercussioni negative sui servizi e l’esperienza che un’azienda offre ai propri utenti.

Come integrare i sistemi legacy con API e microservizi

Nonostante queste complessità, i sistemi legacy rappresentano ancora un investimento e un valore fondamentale per le aziende: dato che contengono la maggior parte delle logiche di business, devono essere mantenuti operativi. La sfida che molte aziende enterprise si trovano ad affrontare in questi anni è riuscire a modernizzare i sistemi legacy estendendo il loro valore a servizio dei processi aziendali e al raggiungimento degli obiettivi di business, attraverso tecnologie e piattaforme a supporto.

Per farlo e per diventare più flessibili rispetto agli input che arrivano dal mercato, Gartner identifica 7 opzioni per evolvere i propri legacy, dalla più semplice valorizzazione di dati e funzioni tramite API alla più radicale sostituzione di un applicativo con uno nuovo rispondente alle attuali necessità. Per questioni di budget e risorse disponibili, sostituire con il nuovo non è sempre possibile e conveniente, ma soprattutto, spesso, non è nemmeno necessario.

La migrazione verso un’architettura basata su API e microservizi, infatti, consente di evolvere nel tempo scalando in ragione del business, senza un aumento spropositato di costi e in modo sicuro, allontanandosi dalle più rigide applicazioni monolitiche.

Molte aziende enterprise stanno dirottando progressivamente la loro architettura verso questo sistema, ideale per progetti di grandi dimensioni che richiedono l’aggiornamento frequente dei diversi componenti per facilitare lo sviluppo di applicativi e servizi moderni.

È il caso di un’azienda leader nel settore moda che punta a garantire un’esperienza all’altezza delle nuove abitudini: always-on, coerente e omnicanale.

Evolvere verso un’API Platform: un caso concreto

Una delle più importanti aziende nel settore dell’alta moda accelera il percorso di trasformazione digitale tramite l’adozione di un’architettura API di back-end al fine di evolvere i processi di firma digitale.

Tra gli obiettivi del Gruppo, che include diversi marchi e opera a livello globale con oltre 1.200 punti vendita in tutto il mondo, il focus rimane sull’offrire servizi a valore aggiunto e migliorare l’esperienza utente, rendendo i processi più snelli e veloci grazie al canale digitale.

Le sfide legate al progetto erano:

  • favorire una comunicazione fluida con i vari sistemi legacy sottostanti, come SAP, il database centrale degli utenti e il sistema di gestione dei dispositivi aziendali, che non erano più adatti a supportare l’intensità delle richieste a monte e a garantire la disponibilità di funzionamento 24/7, imprescindibile in un contesto di attività internazionale;
  • creare una base infrastrutturale flessibile, evolvibile e reattiva nel rispondere alle esigenze del mercato in relazione agli applicativi esistenti e nell’ottica dello sviluppo di nuovi applicativi front-end.

L’evoluzione verso un’API Platform è iniziata con lo sviluppo di un middleware API in ambiente cluster, capace di astrarre le complessità dei sistemi legacy per velocizzare la creazione di nuove esperienze agli utenti finali.

L’ambiente in cluster su Amazon Web Services ha favorito la progettazione di un’infrastruttura API resiliente e ad alta affidabilità. Mentre il servizio broker di messaggi Amazon MQ ha permesso di creare un disaccoppiamento rispetto ai sistemi legacy, favorendo:

L’adozione di OpenAPI 3.0, come specifica per la definizione delle API, permette di raggiungere un risultato ottimale in termini di documentazione e pubblicazione delle API, favorendo l’interoperabilità ed agevolando la condivisione e la collaborazione tra diversi fornitori.

Il risultato è un sistema in grado di adattarsi alle condizioni d’uso e di resistere all’usura, garantendo la disponibilità dei servizi erogati senza che downtime dei sistemi legacy, errori e rallentamenti si ripercuotano sugli utenti finali, rispettando i criteri di efficacia ed efficienza: una soluzione vantaggiosa sia sul piano sistemistico che sul piano del potenziale innovativo in termini di sviluppi futuri.

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Niccolò Pasquetto

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