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Il copyleft è un concetto flessibile che offre alle aziende nuove soluzioni per mettere le proprie conoscenze e competenze a servizio di un mondo più sostenibile: in Intesys applichiamo questo approccio alla metodologia di software sicuro, rilasciata come Creative Commons.
Ma cosa significa esattamente copyleft e in che modo può rientrare all’interno di un progetto di sostenibilità aziendale?

Cosa significa “copyleft”?

Se da un lato il copyright (ossia il diritto d’autore) tutela le opere di ingegno, garantendo al creatore il diritto esclusivo di pubblicarla, utilizzarla economicamente, riprodurla, diffonderla, etc., dall’altro l’espressione copyleft costituisce un modello speculare.

Per copyleft intendiamo un modello di gestione dei diritti d’autore basato su un sistema di licenze attraverso le quali l’autore indica ai fruitori dell’opera che essa può essere utilizzata, diffusa e spesso anche modificata liberamente, pur nel rispetto di alcune condizioni essenziali.

Il copyleft può essere applicato a una moltitudine di opere, che spaziano dal software alle opere letterarie, dai video alle opere musicali, dalle banche dati alle fotografie.
Nel caso di un programma software, il metodo copyleft lascia la libertà di usufruire del programma a condizione che tutte le modifiche e versioni estese siano anch’esse software libero.

Per esempio, nel Progetto GNU le condizioni di distribuzione sono contenute nella Licenza Pubblica Generica GNU (GNU GPL), mentre in altri ambiti possono essere rilasciate come licenze Creative Commons, un’organizzazione internazionale senza scopo di lucro che stabilisce le regole di utilizzo copyleft di licenze permissive.

In Intesys abbiamo sviluppato una metodologia per lo sviluppo di software sicuro che, in linea con il nostro impegno per la sostenibilità, viene rilasciata in modalità copyleft sotto licenza Creative Commons.

Condividere la conoscenza sulla sicurezza software

Creative Commons prevede sei tipi di licenze, attraverso le quali gli utenti possono rilasciare materiali, frutto della combinazione di quattro clausole:

1
L’utilizzatore dell’opera deve riconosce una menzione di paternità adeguata, fornire un link alla licenza e indicare se sono state effettuate delle modifiche. Questo può essere fatto in qualsiasi maniera ragionevole possibile, ma non con modalità tali da suggerire che il licenziante avalli l’utilizzatore o il suo utilizzo del materiale;
2

Stessa licenza

Se l’utilizzatore remixa, trasforma il materiale o su basa su di esso, deve distribuire i suoi contributi con la stessa licenza del materiale originario;
3

Non commerciale

L’utilizzatore non può utilizzare il materiale per scopi commerciali;
4

Non opere derivate

Se l’utilizzatore remixa, trasforma il materiale o si basa di si esso, non può distribuire il materiale così modificato.

L’organizzazione che presiede alle licenze Creative Commons prende ispirazione dall’approccio open source, contribuendo a salvaguardare i diritti universali e fondamentali di accesso alla conoscenza, alla scienza, alla tecnologia, alla cultura e all’istruzione.
Per questo motivo abbiamo scelto di divulgare con licenza Creative Commons il nostro documento metodologico sullo sviluppo del software sicuro.

I requisiti, le misure e i controlli di sicurezza che consideriamo e applichiamo nei processi sviluppo e manutenzione delle applicazioni software applicano le regole di sviluppo sicuro riportate nel Capitolo 14.2.1 dello standard ISO 27001 e fanno riferimento al regolamento 2016/679 del Parlamento europeo (GDPR, considerando n.78).

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Quest’azione per noi rientra all’interno delle scelte aziendali orientate alla sostenibilità: come sostenuto dal Global Compact delle Nazioni Unite, infatti, anche la condivisione di conoscenza tecnica e la promozione di una modalità di sviluppo più sostenibile svolgono un ruolo importante nel favorire un’economia mondiale che garantisca a tutti l’opportunità di condividerne i benefici.

Copyleft e open source per un mondo sostenibile

La condivisione aperta del sapere non permette a un gruppo ristretto di persone di sfruttarne la conoscenza per acquisire posizioni di potere: questo vale in particolare nell’ambito tecnologico, motivo per cui il software libero e il metodo copyleft hanno la capacità di impattare notevolmente a livello sociale.

Inoltre, con il modello di sviluppo condiviso del codice, è promossa la cooperazione delle persone, che tendono naturalmente ad organizzarsi in comunità, spesso senza fini di lucro.

I nostri progetti di trasformazione digitale sono sempre più supportati da framework tecnologici di tipo open source perché la conoscenza sia aperta e i vendors non possano bloccare le esigenze di sviluppo tecnologico delle aziende.
In particolare partecipiamo attivamente a due importanti progetti open source: Liferay Community e jHipster.

Da diversi anni siamo inoltre parte del progetto no-profit Open Hospital di Informatici Senza Frontiere, dove l’open source diventa un valido alleato per aiutare i Paesi in via di sviluppo attraverso un utilizzo aperto e a basso costo dell’informatica.

Intesys ha scelto di diventare Società Benefit per sancire e meglio organizzare il nostro impegno per la sostenibilità ambientale e sociale. L’approccio copyleft è per noi un elemento fondamentale di questa scelta per rendere tutto il nostro lavoro intellettuale e le nostre competenze fattori di impatto positivo: maggiore condivisione del sapere, più semplice accesso alle competenze, maggiore redistribuzione delle opportunità per un modo più inclusivo e giusto.

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Ilario Gavioli
IT expert e General Manager Intesys

Dal 1995, Ilario predispone la strategia e identifica le tecnologie su cui focalizzare le attività in funzione dei piani di business delle aziende.

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